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Medjugorje? E' il tallone di Maria!
Un altro testimone di Medjugorje mi ha detto: - Medjugorje? E' il tallone di Maria! E' lì che essa schiaccia maggiormente la testa al serpente. - Dei sei veggenti solo Mirjana ha visto Satana faccia a faccia, prima di un'apparizione della Gospa. Ne è stata spaventata. Sembrava bello e seducente, ma i suoi occhi erano rossi e pieni di odio. Mirjana dice che non vuole dire niente adesso, ma che ne parlerà più tardi. - Aspettiamo tutti la vittoria del Cuore di Maria - mi ha detto. Non posso tacere queste parole di Marta Robin al filosofo Jean Guittòn:
Perché satana è così furioso con Medjugorje? Non dimentichiamo che ad ogni apparizione, ad ogni venuta della Madonna, satana perde un po' del suo potere. "Per questo è diventato così aggressivo" ha spiegato la Gospa a Mirjana. I fedeli possono recitare la preghiera a San Michele Arcangelo che il Papa Leone XIII ha raccomandato di dire dopo la Messa. "O San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, vieni in nostro soccorso contro la malizia e le insidie del diavolo; fa', te ne preghiamo, che Iddio eserciti su di lui il suo impero; e tu o Principe della milizia celeste, col divino potere incatena nell'inferno Satana e gli altri spiriti maligni che, a perdizione delle anime, si aggirano per il mondo. Amen". Nel 1995 anche il Papa Giovanni Paolo II ha raccomandato che si reciti questa preghiera dopo la Messa. Esiste anche una preghiera molto potente in cui si invoca Maria come Regina degli Angeli. Papa Pio X ha dato l'imprimatur il 18 giugno 1908: "Augusta Regina dei Cieli e Signora degli Angeli. Tu hai ricevuto da Dio il potere e la missione di schiacciare la testa di Satana. Noi umilmente ti chiediamo di inviare le legioni celesti affinché ai tuoi ordini, perseguitino i demoni, li combattano dappertutto, reprimano la loro audacia e li respingano nell'Abisso. "Chi è come Dio!" O buona e tenera Madre, Tu sarai sempre il nostro amore e la nostra speranza, O divina Madre, invia i santi Angeli per difendermi e respingere lontano da me il crudele nemico. Santi Angeli e Arcangeli, difendeteci e custoditeci.' Tratto dal libro:"Medjugorje:il trionfo del cuore", di suor Emmanuel. Edizioni Shalom La statua di Nostra Signora sulla collina dell'apparizione è stata riparata.
La statua di Nostra Signora sulla collina dell'apparizione, che era stata danneggiata nella notte tra il 28/29 agosto da uno sconosciuto, è stata riparata grazie al veloce intervento dell'Atelier Dino e Mirko Felici di Carrara (Italia). Ci sono due statue della Regina della Pace a Medjugorje, entrambe scolpite dallo stesso atelier. La prima statua, che è diventata il simbolo di Medjugorje, è stata disposta nella piazza davanti alla chiesa nel 1987. La statua sulla collina dell'Apparizione è un regalo dei pellegrini coreani per il 20° anniversario delle apparizioni Maria, donna accogliente
Maria, donna accogliente La frase si trova in un testo del Concilio, ed è splendida per dottrina e concisione, Dice che, all' annuncio dell' angelo, Maria Vergine «accolse nel cuore e nel corpo il Verbo di Dio» Nel cuore e nel corpo. Fu, cioè, discepola e madre del Verbo. Discepola, perché si mise in ascolto della Parola, e la conservò per sempre nel cuore. Madre, perché offrì il suo grembo alla Parola, e la custodì per nove mesi nello scrigno del corpo. Sant'Agostino osa dire che Maria fu più grande per aver accolto la Parola nel cuore, che per averla accolta nel grembo.
Forse, per capire fino in fondo la bellezza di questa verità, il vocabolario non basta. Bisogna ricorrere alle espressioni visive. E allora non c'è di meglio che rifarsi a una celebre icona orientale, che raffigura Maria col divin Figlio Gesù in scritto sul petto. È indicata come la Madonna del segno, ma potrebbe essere chiamata la Madonna dell' accoglienza, perché con gli avambracci levati in alto, in atteggiamento di offertorio o di resa, essa appare il simbolo vivo della più gratuita ospitalità
Accolse nel cuore.
Fece largo, cioè, nei suoi pensieri ai pensieri di Dio; ma non si sentì per questo ridotta al silenzio. Offrì volentieri il terreno vergine del suo spirito alla gerrninazione del Verbo; ma non si considerò espropriata di nulla. Gli cedette con gioia il suolo più inviolabile della sua vita interiore, ma senza dover ridurre gli spazi della sua libertà. Diede stabile alloggio al Signore nelle stanze più segrete della sua anima; ma non ne sentì la presenza come violazione di domicilio.
Accolse nel corpo.
Sentì, cioè, il peso fisico di un altro essere che prendeva dimora nel suo grembo di madre. Adattò, quindi, i suoi ritmi a quelli dell'ospite. Modificò le sue abitudini, in funzione di un compito che non le alleggeriva certo la vita. Consacrò i suoi giorni alla gestazione di una creatura che non le avrebbe risparmiato preoccupazioni e fastidi. E poiché il frutto benedetto del seno suo era il Verbo di Dio che si incarnava per la salvezza dell'umanità, capì di aver contratto con tutti i figli di Eva un debito di accoglienza che avrebbe pagato con cambiali di lacrime.
Accolse nel cuore e nel corpo il Verbo di Dio.
Quella ospitalità fondamentale la dice lunga sullo stile di Maria, delle cui mille altre accoglienze il Vangelo non parla, ma che non ci è difficile intuire. Nessuno fu mai respinto da lei. E tutti trovarono riparo sotto la sua ombra. Dalle vicine di casa alle antiche compagne di Nazaret. Dai parenti di Giuseppe agli amici di gioventù di suo figlio. Dai poveri della contrada ai pellegrini di passaggio. Da Pietro in lacrime dopo il tradimento a Giuda che forse quella notte non riuscì a trovarla in casa... Santa Maria, donna accogliente, aiutaci ad accogliere la Parola nell'intimo del cuore. A capire, cioè, come hai saputo fare tu, le irruzioni di Dio nella nostra vita. Egli non bussa alla porta per intimarci lo sfratto, ma per riempire di luce la nostra solitudine. Non entra in casa per metterci le manette, ma per restituirci il gusto della vera libertà. Lo sappiamo: è la paura del nuovo a renderci spesso inospitali nei confronti del Signore che viene. I cambiamenti ci danno fastidio. E siccome lui scombina sempre i nostri pensieri, mette in discussione i nostri programmi e manda in crisi le nostre certezze, ogni volta che sentiamo i suoi passi, evitiamo di incontrarlo, nascondendo ci dietro la siepe, come Adamo tra gli alberi dell'Eden. Facci comprendere che Dio, se ci guasta i progetti, non ci rovina la festa; se disturba i nostri sonni, non ci toglie la pace. E una volta che l'avremo accolto nel cuore, anche il nostro corpo brillerà della sua luce. Santa Maria, donna accogliente, rendici capaci di gesti ospitali verso i fratelli. Sperimentiamo tempi difficili, in cui il pericolo di essere defraudati dalla cattiveria della gente ci fa vivere tra porte blindate e sistemi di sicurezza. Non ci fidiamo più l'uno dell'altro. Vediamo agguati dappertutto. Il sospetto è divenuto organico nei rapporti col prossimo. Il terrore di essere ingannati ha preso il sopravvento sugli istinti di solidarietà che pure ci portiamo dentro. E il cuore se ne va a pezzi dietro i cancelli dei nostri recinti. Disperdi, ti preghiamo, le nostre diffidenze. Facci uscire dalla trincea degli egoismi corporativi. Sfascia le cinture delle leghe. Allenta le nostre ermetiche chiusure nei confronti di chi è diverso da noi. Abbatti le nostre frontiere: le frontiere culturali, prima di quelle geografiche. Queste ultime cedono ormai sotto 1'urto dei popoli" altri" , ma le prime restano tenacemente impermeabili. Visto allora che siamo costretti ad accogliere gli stranieri nel corpo della nostra terra, aiutaci perché possiamo accoglierli anche nel cuore della nostra civiltà. Santa Maria, donna accogliente, ostensorio del corpo di Gesù deposto dalla croce, accoglici sulle tue ginocchia quando avremo reso lo spirito anche noi. Dona alla nostra morte la quiete fiduciosa di chi poggia il capo sulla spalla della madre e si addormenta sereno. Tienici per un poco sul tuo grembo, così come ci hai tenuti nel cuore per tutta la vita. Compi su di noi i rituali delle ultime purificazioni. E portaci, finalmente, sulle tue braccia davanti all'Eterno. Perché solo se saremo presentati da te, sacramento della tenerezza, potremo trovare pietà. Don Tonino Bello |
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